L’Aquila
tornerà a volare
aprile 2009
Quando l’oscurità avvolge le nostre vite e ci
affidiamo al sonno, l’abbandono fiducioso pone la
coscienza in condizione di vagare nella dimensione dove
tutto è possibile, nella realtà del sogno …Così dormivo la
notte tra il 5 ed il 6 aprile, così è avvenuto per una
intera città e per i borghi dei dintorni immersi nella
dolcezza del riposo…
Poi un risveglio brusco… una scossa, una seconda… Un
avvertimento ? La terra ormai trema da dicembre…. Sta
scaricando un energia che preme… Restiamo a dormire nel
nostro letto? Ma sì, come altre notti in cui contenute
scosse hanno destato dal sonno…Speriamo bene…Dormiamo.
Sono le 3 e 32 ed il silenzio notturno è rotto
brutalmente da un boato che precede una scossa
tremenda ed interminabile
oggetti che si spargono ovunque mobili che si
muovono, per molti la stanza che implode ed una
pioggia di calcinacci a soffocare un brusco risveglio…per
molti, troppi è l’ultimo respiro, i più fortunati riescono
a fuggire all’aperto, in pigiama, avvolti in una coperta
strappata al letto…Questo è avvenuto all’Aquila la
notte tra la domenica delle palme in cui Gesù entra
trionfante a Gerusalemme e la giornata dell’orto dei
Getzemani, dell’abbandono nella solitudine circondato da
compagni che non riescono a vegliare lasciandolo
nell’angoscia del compimento di una profezia…L’arresto del
Figlio dell’Uomo, l’inizio di una tragedia che
porterà alla lacerazione più profonda, alla caduta
rovinosa, alla morte sulla croce dello spazio-tempo, lì
nelle quattro direzioni che abbraccia con il
suo martirio Domenica delle palme ero a Collemaggio, la mia
amata basilica che mi ha svelato tanti suoi segreti,
che mi ha indicato un percorso tra la terra ed il cielo
raccontando un sogno…che la coscienza umana può elevarsi,
la materia ascendere come il corpo di Maria a cui la chiesa
è dedicata… Ho preso la palma da mettere al di sopra del
letto, simbolo di pace e di eternità, ed ho rivisto con gli
occhi innamorati la mia chiesa sempre vibrante, un pezzo di
cielo in terra… La mia città è stata costruita secondo la
pianta di Gerusalemme come dice lo storico Crispomonti del
1600, una Gerusalemme al di qua del mare quanto
quella d’oriente è andata perduta per la cristianità… A
Gerusalemme è entrato Gesù acclamato dalle folle la
domenica della palme e con la palma in mano i Cristiani
ricordano quel giorno di festosa accoglienza alla vigilia
della tragedia…
Nel silenzio della notte lo vengono a prendere mentre
veglia nella solitudine e nell’angoscia, nella notte il
boato che accompagna un’onda esplosa con violenza nella
profondità della terra: è l’inizio della passione, di Gesù
torturato, di una città che il terremoto travolge nel
martirio atroce, nella distruzione e nella morte di tante
vite. Un dolore assurdo per giovani vite sottratte alla
dimensione che i sensi colgono
nella casa dello studente inghiottita dalla terra,
per bambini, per creature di ogni età che lasciano i
corpi sotto le macerie mentre le loro anime ascendono nel
regno della luce a svolgere il loro compito in una
pace che non è inazione, ma lavoro frenetico per
tessere la trama di una resurrezione…Con amore guardano lo
strazio di chi vive brutalmente la perdita, con amore e
compassione consapevoli che hanno varcato il velo per
compiere una missione che solo anime luminose e generose
possono svolgere…
Ho percorso le vie del centro storico, quello che giravo a
naso in aria per godere di ogni pietra lavorata, dei
simboli lasciati nei secoli, di bifore, rosoni, stemmi,
archi recanti nella forma l’indicazione dell’epoca di
realizzazione…ho percorso le amate strade intralciata nel
mio procedere dalle macerie, con orrende ferite sulla case
e spazi vuoti dove case erano mentre ora giacciono a terra,
come Gesù sotto il peso della croce…La gente guarda
attonita le antiche mura, silenziosa vaga senza commenti,
con occhi che faticano a contenere tanto strazio ed il
cuore soffocato in una morsa di morte, le lacrime che non
riescono ad uscire in un incubo che la dignità
dell’abruzzese sfoga nell’anima… Ferita antica quella del
terremoto, che ha segnato il carattere dei miei
concittadini riservati e diffidenti di fronte al forestiero
che deve svelarsi prima di offrirgli il cuore…ferita
profonda di una città periodicamente colpita con violenza,
ma sempre risorta perché gli aquilani sono tenaci, forti e
gentili come tutti gli abruzzesi, ed amano la loro terra e
come la fenice la loro città è sempre risorta splendida e
preziosa…
Altre scosse nel secondo giorno della settimana di passione
ed il drago sotterraneo travolge quel che ha provato a
resistere continuando la sua azione devastante…La
Gerusalemme di occidente vive il suo martirio e diviene
muta e vuota con l’odore della morte…una città fantasma con
i monumenti bombardati con ferocia distruttiva, con il
serpeggiare della desolazione lì dove c’era vita.
La mia Collemaggio che ho svelato al mondo nei giochi
solari del rosoni, nel mistero dei simboli, negli gnomi
occhieggianti nelle spirali che avvolgono uno dei suoi
portali, viene ferita anch’essa, progressivamente ad ogni
scossa, tenace e fiera custode del suo tesoro che nessun
terremoto potrà cancellare… Lì ci sono gli Arcangeli del
cielo- chi sa può capire quel che dico- lì un vulcano di
luce zampilla le sue scintille d’amore volteggiante, lì un
cammino segnato da simboli veramente indica la via
dell’assunzione in cielo della materia, come per il corpo
di Maria…Tra le antiche mura, su un pavimento bicromo
bianco e rosso, come il giglio della purezza e la rosa
della conoscenza, si prepara una resurrezione. Domenica
prossima, alla fine della settimana di passione, Gesù
risorgerà, inno di speranza e così come risorgerà la mia
città, con le pietre della sua storia avvolta coma mai
dall’amore di chi vi è nato e di chi ne ha carpito il
segreto aleggiante e vibrante…
La città la faremo risorgere pur nella perdita
irrimediabile di tesori unici, e risorta resterà custode
del suo tesoro di Città dello Spirito, unica,
insostituibile. Da Silviana un’amica che vive a Roma ricevo
questo messaggio:
…la Gerusalemme terrestre può essere distrutta; lo è stata
molte volte in passato e lo sarà ancora, ma quella celeste
è ancora lì, intatta ed incontaminata che nessuna forza
avversa potrà scalfire…mai come ora la Gerusalemme celeste
è stata così vicina…tu lo sai bene che dalle macerie si
alza in volo l’Aquila…tu sai trovare la luce nell’oscurità…
aprile 2009 Silviana
Un’altra voce mi telefona che all’Aquila sta avvenendo il
parto doloroso di una dimensione di luce, il Regno si sta
manifestando a partire dall’Aquila, la nuova
Gerusalemme…Messaggi di consolazione o verità che anime
sensibili captano con convinzione ed emozione? Trovare un
senso alla tragedia, come alla morte di Gesù che in un atto
di amore offre la sua vita, come quella delle vittime del
terremoto e poi risorge per la salvezza dell’umanità…Una
resurrezione dell’intero pianeta che cambia frequenza in
una dimensione di amore che la solidarietà di tanti
volontari da tutta Italia ed oltre i confini nazionali
preannuncia in una generosa, straordinaria gara a
permettere di sopravvivere, ad alleviare la sofferenza con
l’arma più potente del terremoto, quella dell’amore.
Grazie a tutti, fratelli d’ Abruzzo e di ogni regione di
questo straordinario paese! Grazie per un’azione che
scaturisce dal cuore, per la capacità di amare fratelli dal
volto sconosciuto, per la speranza che ci donate…Grazie
perché siete la prova che l’umanità sta compiendo un salto
di coscienza, quello che la salverà, come Gesù risorto, dal
baratro della desolazione.
Da cuore a cuore.
Maria Grazia
Lopardi
Autrice de Il Collemagico di Celestino- I Templari e il
Collemagico di Celestino - Notre Dame di Collemaggio e
altre pubblicazioni e numerose ricerche che hanno portato
per esempio a scoprire il vero volto di Celestino V (il
papa del 'gran rifuto' di cui parla Dante) e il rapporto
tra L’Aquila e i Templari fin dalla sua nascita.